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Vino: un sms antitruffa per il Brunello di Montalcino
Si chiama certiLogo, sara’ presentato a ‘Benvenuto Brunello’
(ANSA) – FIRENZE, 15 FEB – Un sms contro gli eno-falsari: e’ certiLogo, il sistema anticontraffazione del vino che sara’ presentato il 23 e 24 febbraio a Montalcino. Il meccanismo e’ semplice: basta chiamare uno speciale numero di telefono comunicando il codice di sicurezza scritto sulla bottiglia e in tempo reale si riceve un sms che certifica l’autenticita’ del vino acquistato. La prima azienda italiana a usare certiLogo e’ la Ciacci Piccolimini D’Aragona, che lo esibira’ in occasione di ‘Benvenuto Brunello’.

….Andremo a vedere….

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Ultime novità sull’interessante iniziativa promossa da Aristide riguardo l’idea di lanciare in rete uno spazio libero, riservato alle aziende vinicole che vogliano “autocertificare” il loro prodotto, liberandolo da ogni sorta di dubbio che potrebbero legittimamente venire ai consumatori dopo che l’UE si è espressa favorevolmente all’introduzione ( e produzione) di vini che abbiano seguito la scorciatoia dei “chips” >> overo :: no barrique? si trucioli 🙂
Per quanto ci riguarda, beh, bravo Aristide gran bella iniziativa….aziende :: accorrete numerose !!!!

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25 giugno 2006
Ore 17,00 :: partita
In gioco :: l’ onore nazionale?
Chi vincerà :: alloctoni o autoctoni ?
Secondo gli ultimi dati emersi da studi fatti dall’Italian Food & Wine Institute (relativi al gennaio 2006) e delle analisi Istat sul commercio estero con i Paesi extracomunitari, si evidenzia un boom delle esportazioni di vino australiano in Usa: una crescita record del 13,7% ha superato in valore il vino Made in Italy.
Le esportazioni italiane in Usa sono aumentate del 7,9% e l’Italia attualmente continua a presiedere il 29% del mercato, davanti alla vecchia rivale, la Francia.
Fatto sta che attualmente siamo sul 2…in schedina 🙂
L’Australia ha puntato tutto su strategie di esportazione forte, in particolare puntando su prezzi più contenuti.
Nonostante tutto, secondo ricerche fatte sul mercato statunitense, sembrerebbe che i cittadini americani abbiano consumato più vini stranieri di quelli locali nel 2006, facendo registrare il 10,1% in più rispetto al 2005.
Per riconquistare il primato italiano del 2005, secondo anche la Coldiretti, bisogna puntare tutto sui giocatori autoctoni valorizzando ancora di più la tipicità dei territori da cui provengono … !
Quindi continuare a giocare in attacco con le nostre punte di diamante :: autoctoni, territori, patrimonio enogastronomico unico al mondo….da difendere dalle imitazioni che attualmente sviluppano un mercato quasi uguale a quello delle nostre esportazioni cioè ancora una volta, è “falsa” una bottiglia su due.
L’accordo con gli Stati Uniti che ha portato alla tutela delle denominazioni Chianti e Marsala non significa, spiega la Coldiretti, che ora c’è via libera ad indiscriminate pratiche enologiche controverse in cambio di insufficienti concessioni nella tutela delle denominazioni di origine dalle imitazioni che devono invece trovare una più completa protezione nell’ambito del Wto.
Speriamo che almeno con il vino non vada a finire come con il Calcio…..
Italia-Australia….1 x 2 ….?

vino : w le wineries

June 10, 2006

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Un dato interessante, emerso da uno studio dell’Osservatorio Coldiretti sulle vendite dirette in Italia, ci dice che sono salite a 21mila le imprese vitivinicole che vendono direttamente.
Si torna a comprare il vino in cantina e sono sempre più numerose le imprese vitivinicole nazionali che hanno aperto nell’ultimo anno le porte delle cantine ai consumatori realizzando un fatturato record stimabile in quasi un miliardo di euro.
Tutto questo non fa altro che evidenziare un fenomeno :: la necessita’ di combattere la moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola dopo l’esplosione degli ultimi anni e della volonta’ di verificare personalmente qualita’, genuinita’, origine e tecnologie utilizzate per il vino da parte dei consumatori.
Secondo la Coldiretti il vino e’ oggi il prodotto piu’ commercializzato dalle aziende agricole italiane impegnate nella vendita diretta e supera ortofrutta, olio, carni e derivati e formaggi che seguono a distanza.
Le regioni dove la vendita diretta del vino è più radicata sono Friuli, Piemonte, Umbria, Lazio e Basilicata dove sono coinvolte quasi la meta’ delle imprese che scelgono questa forma di commercializzazione.
Questo tipo di vendita del vino che offre anche la possibilita’ di conoscere vigneti e cantine sono pratiche molto diffuse tra i nuovi Paesi produttori come Sudafrica, Australia e Stati Uniti dove la visita alle wineries alimenta anche un importante flusso turistico, basti ripensare al film campione d’incassi Sideways dove i due amici organizzano un tour di aziende produttrici di vino e le degustazioni si svolgevano nelle rispettive wineries.
Si tratta di una opportunita’ che sta crescendo anche in Italia dove sono 147 le strade del vino e dei sapori e 540 le citta’ del vino che delimitano territori e aziende aperti ai visitatori.
Il fatto che un’azienda metta a disposizione un angolo dedicato alle degustazioni ed alla vendita diretta dei suoi prodotti, è molto importante affinchè si possa creare un rapporto diretto con i propri clienti e per permettere loro di capire meglio la filosofia aziendale.
Insomma … più wineries, più wino…più wendite 😉

E::P

mondovino
Alcuni giorni fa mi sono imbattuto in un articolo pubblicato sulla rivista “Vini” di Bargiornale n.21 del 2004 in cui si parlava del decalogo profetico di uno degli uomini del vino più famosi al mondo: Robert Parker.
Ho deciso così di riportarlo per poterlo avere sott’occhio ::
1- Il web sarà sempre più di uso comune e (novità ?) spalmerà informazioni a 360°
2- Scoppierà una guerra globale per accaparrarsi i vini migliori (addirittura…) ed i prezzi lieviteranno.
3- La globalizzazione ridimensionerà il potere francese (….)
4- I tappi di sughero saranno sostituiti da quelli a vite
5- La Spagna sarà la nuova star dell’industria (se riferito al vino é una definizione un po’ inquietante) : le regioni più quotqte saranno Torno, Jumilia e Priorat.
6- I vini argentini prodotti con uve malbec saranno apprezzatissimi.
7- La regione di Santa Barbara sarà cult a scapito di Napa Valley.
8- Le produzioni di Umbria, Basilicata, Sardegna e Sicilia consolideranno il prestigio acquisito.
9- Europa e Australia guideranno la classifica del rapporto qualità-prezzo.
10- Dovremo abituarci alle diversità: saranno prodotti ottimi vini da Paesi inaspettati (per lui forse!) come Bulgaria, Romania, Messico, Turchia,India.
Beh, a parte delle banalità non mi sembra che questo decalogo offra dei grandi suggerimenti e delle grandi novità…. l’unica cosa che mi é venuta in mente, leggendolo, é stata di andare a rivedermi MONDOVINO.
Grazie, MrParker mi hai dato l’occasione di rivedermi anche il rovescio della medaglia… molto utile per rifletterci su!
P::M

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Nuovi scenari si prospettano per il mercato del vino.
Pare infatti che alle scimmie dello zoo di Budapest piaccia parecchio il vino rosso: secondo i responsabili dello zoo far bere vino rosso ai nostri cugini é prassi consolidata dato che si ritiene possa influire positivamente sull’equilibrio dei loro globuli rossi. Zoltan Hanga, portavoce dello zoo ha tenuto a precisare che non si tratta del miglior vino ungherese, ma di semplice vino da tavola. FONTE: CNN-REUTERS

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Ormai è argomento diffuso quello del tappo a vite.
Ormai intendo da un paio di anni, perchè sino a non molto tempo fa la sola parola :: tappo a vite :: avrebbe destato orrore, disgusto, ribrezzo.
Sostituire i tappi in sughero non era assolutamente pensabile, per lo meno nel Vecchio Mondo .
Ma oggi si stà facendo marcia indietro anche da noi, e non mi riferisco a quei paesi con scarsa tradizione vinicola, ma a paesi come la Francia dove un grande nome come Michel Laroche uno dei più importanti e rispettati produttori di Chablis, ha annunciato che a partire dall’annata 2003 che è arrivata da poco sul mercato, tutti i suoi vini che seguiranno la strada degli Stati Uniti, avranno il tappo a vite.
La spiegazione che lui ha voluto dare sul perchè di questa scelta coraggiosa è legata ai troppi problemi ma soprattutto danni che il tappo di sughero gli ha regalato in questi anni.
Pian piano, dice Laroche, la tendenza sarà questa anche perchè bisogna riconoscere che grazie alla tecnologia ed all’innovazione molti problemi si potranno risolvere ed in fondo il tappo di sughero risale al 17° secolo…
Infatti oltre a contaminare il vino (“sa di tappo”), il sughero permette a volte l’ossidazione del prodotto che dovrebbe proteggere, in quanto non sempre la chiusura risulta efficace e duratura nel tempo.
Inoltre, diversi supermercati del Regno Unito si sono dimostrati riluttanti nell’accettare vini con la chiusura in sughero perchè troppe sono state le lamentele dei clienti che chiedevano di essere risarciti restituendo le bottiglie “danneggiate”.
Laroche sostiene anche che il tappo a vite risolverà parecchi problemi, in particolare per i vini bianchi di cui riesce a preservarne freschezza, acidità ed aromi mentre per i rossi ci vorrà ancora un po’ prima di farli digerire al pubblico, ma secondo lui… è solo questione di tempo.
Mah, staremo a vedere … tra i tappi di plastica, la segatura legalizzata e le polverine magiche secondo me fra un po’ ci dimenticheremo anche che cosa sia il VINO … [?]

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