vino . vino . vino . vino .vino

May 6, 2006

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Nel mondo dell’enologia oggi c’è un gran fermento.
Fermento perchè con globalizzazione e quindi con l’ingresso di nuovi mercati di produzione, ognuno vuole frare le cose a modo suo… tutto ciò ha permesso che certe regole valgano per un paese ma per un’altro no.
Fermento perchè certe regole consentite in determinati paesi permettono a questi di produrre anche vini che forse non sono proprio naturali, abbassando così i costi di produzione e scardinando le regole di mercato.
A questo punto, di fronte a tutto ciò, alcuni produttori hanno deciso di alzare delle bandiere per dichiarare apertamente ciò che per loro vuol dire vino.
Vi ritroviamo i produttori biodinamici, quelli biologici, quelli dei “vini veri”…e via dicendo.
Tutte queste bandiere in fondo hanno un comune denominatore, ossia quello di ribadire li rispetto per la natura e la terra ma soprattutto per farci conoscere l’amore per i loro prodotti e la passione che li ha animati nel produrli.
In questo contesto si inserisce anche un personaggio come Gaspare Buscemi, enologo dal 1963, che con i suoi “vini d’artigianato” vuole perseguire la strada della pulizia e della correttezza nelle pratiche enologiche perchè amante della terra e del vino.
Qui un’estratto della sua filosofia tratta dal sito :

“L’immagine del “Vino d’artigianato”, da me predisposta per distinguere il vino prodotto nel rispetto dei valori di territorio, vuole essere nuova e aperta sollecitazione e proposta per indirizzi normativi finalizzati a questo recupero, indirizzi che si realizzeranno se il consumatore ne sarà primo sostegno.
Questa immagine segnala il vino ottenuto, oggi come un tempo, con
una enologia, che non impiega tecnologie standardizzanti perché artigiana, capace di utilizzare le risorse naturali e così raggiungere la necessaria stabilità e la specifica caratterizzazione del vino senza utilizzo di sostanze estranee al patrimonio qualitativo delle uve e limitando l’impiego dell’anidride solforosa;
una enologia che è garante della qualità perché controlla, confeziona e consegna ogni bottiglia solo dopo una lunga sosta in bottiglieria, sosta indispensabile per verificare la buona chiusura del tappo, necessariamente in sughero intero, e l’evoluzione della qualità;
una enologia come quella che ha fatto grandi i grandi vini già molto prima dell’era industriale.
Questo vino “fatto a mano” esprime l’unicità ambientale e culturale del territorio dal quale proviene perchè non è modificato nei suoi valori originari e non è standardizzato da ripetibili tecnologie industriali.
Questo “Vino di territorio” è un vino di grande sanità alimentare, che regge gli anni e impreziosisce nel tempo in un perfetto equilibrio si sensazioni organolettiche diverse come diverse sono le culture e quindi le viticolture, e come diversi sono i momenti evolutivi del vino stesso nel tempo.”

A buon intenditor poche parole…
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One Response to “vino . vino . vino . vino .vino”

  1. winelovers Says:

    molto interessante questo articolo su chi produce vini eticamente corretti. E possibile avere qualche informazione in più ?
    Grazie mille il vostro blog lo guardo sempre.


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