bodega.jpg
images-11.jpg

Ormai si sa, il fenomeno vino nel mondo è una forza che muove tecnologia, comunicazione, turismo e soprattutto molti soldi.
Stiamo assistendo ad un’effervescenza che non ha paragoni nel mondo dell’industria vinicola, che é attenta alle nuove correnti dell’arte e si sforza di rinnovare le architetture delle sue cantine trasformandole in vere e proprie cattedrali.
Nei grandi uomini (e donne) del vino illuminati ritroviamo come nel passato i grandi signori come lo sono stati Lorenzo de’Medici.
Ovvero i nuovi mecenati delle arti che riescono a coniugare interessi personali (…ebbene si…embé?) con grandi opere dell’umanità e per l’umanità.

° Cantina Petra, architetto Mario Botta situata a Suveredo -Li- in Toscana
° Bodegas Chivite, architetto Rafael Maneo a Arinzano in Spagna
° La Galiere in Francia dell’architetto Gilles Perrandin
° Cantine Mezzacorona in Trentino, dell’architetto Alberto Cecchetto
° Le Clas Jordan, dell’architetto Frank O. Ghery in Canada

Per gli enoturisti una vera goduria…

E::PI da alice e il vino

Advertisements

images-6.jpgimages-81.jpgimages-91.jpg

9.04.06 enovagando lungo il confine nord orientale
Il Carso é una zona vinicola che si estende dalla provincia di Gorizia a quella di Trieste.
Il paesaggio, partendo da Gorizia, cambia completamente man mano che ci si avvicina a Trieste, il terreno si fa più roccioso e le aree collinari sono organizzate in terrazzamenti.
In autunno questa zona diventa uno spettacolo della natura grazie al rosso fuoco che si accende dai cespugli di sommaco e lasciano senza parole chi si avventura da queste parti.
In queste zone all’apparenza così brulle e fatte di rocce e di terra rossa ricca di ferro, si ricrea un microclima favorevole alla viticoltura che regala ai vini qui prodotti una forte personalità.
Incuriositi da questi aspetti così suggestivi, decidiamo di fare un giro per aziende a cercare la Vitovska, un vino che viene prodotto solo da queste parti.
Non sono molti i produttori di queste zone così estreme, ma quelle che nonostante tutto continuano a produrre sono di una qualità veramente alta.
Inutile dire che per fare il vino su queste terre ci vuole una vera passione ed un grande lavoro.
images-13.jpgimages-14.jpg
Edi Kante é un personaggio unico come la sua terra e come i suoi vini.
Poliedrico, amante della pittura e dei cavalli, ricrea i suoi vini come fossero delle opere d’arte in una cantina scavata nella roccia carsica come se fosse una cattedrale della natura.
E’ stato lui il vero precursore della rinascita/recupero di questo vitigno ancora poco conosciuto ma dalle grandi potenzialità.
Kante mantiene una bassa resa per ettaro e l’invecchiamento viene fatto in barrique per un anno. Il risultato ne é un vino bianco di colore giallo paglierino, floreale e dotato di una buona mineralità e persistenza, molto elegante.
Emozionante tutto ciò che ci circonda, in questo posto si possono incontrare tutti gli elementi naturali ::aria:acqua:terra:fuoco::

P:-)M

images-10.jpg

gravner::breg

BREG -bianco-2000 é un vino bianco incredibilmente unico.
La zona di produzione é il Collio goriziano e precisamente a San Floriano del Collio a ridosso del confine con la Slovenia.
La sua composizione é data da uve chardonnay, sauvignon, pinot grigio e riesling italico.
In questo vino c’é tutta la personalità di josko gravner personaggio fuori dagli schemi.
Non viene vinificato in bianco ed ogni vitigno che lo compone emerge in un esilarante profumo di fiori secchi e spezie.
Impossibile non provarlo ed impossibile é non voler conoscere meglio il grande Josko Gravner.
Proprio recentemente mi sono trovato di fronte l’articolo di Marc Tibaldi pubblicato sulla rivista di Veronelli e credo che azzecchi perfettamente la figura di quest’uomo….

P:-)M

Borgo San Daniele

April 5, 2006

images-4.jpg

25.03.06::borgo san daniele
Mettendo in ordine le botiglie della mia cantina personale, mi sono ritrovato tra le mani una bottiglia di Tocai friulano 1998 dell’azienda Borgo San Daniele di Cormons (Gorizia), e non ho potuto fare a meno di stringerla gelosamente come si fa con qualcosa di molto prezioso. Immediatamente infatti la memoria mi ha portato all’altra estate quando con un gruppo di compagni di de::gustazione, ne aprimmo una della stessa annata.
Indimenticabile quel vino che nonostante i suoi 7 anni fosse perfettamente vivo, al palato grasso e pieno, caldo e avvolgente con il tipico finale di mandorla e con un’acidità assolutamente contenuta…spettacolare!
Questi pensieri mi hanno fatto desiderare di trovarne altre di bottiglie di quell’annata e magari perché no, di annate precedenti, così mi sono rivolto in azienda che viene seguita in maniera splendida dalla signora Alessandra Mauri e dal fratello enologo Mauro.
Entrando in azienda mi sono reso conto di cosa sia la differenza :: eleganza, cortesia, dolcezza e vero amore per i propri prodotti.
Quest’azienda che produce solo 45000 bottiglie di stupefacente qualità, oltre ad avere anche un’immagine curatissima, raggiunge sempre livelli altissimi anche sulle guide e quindi i loro vini delle annate precedenti diventano purtroppo quasi impossibili da trovare!
A quel punto l’unica possibilità che mi era rimasta era quella di fare subito un buon approvvigionamento sia del Tocai friulano che tanto mi aveva colpito, che dello splendido Arbis Blanc (sauvignon, chardonnay, pinot bianco e tocai) e dell’Arbis Ros (cabernet franc, cabernet sauvignon, pignolo).
Tornato a casa sono corso a sistemare la mia amata bottiglia di Tocai friulano 1998 al sicuro assieme ai nuovi aquisti.
P:-]M

etichette?

April 5, 2006

Oggetto: punti di vista

5.02.06 advertising.brand.marketing

E’ vero, il vino é un prodotto della terra.
E’ vero che il vino é un prodotto della natura e dell’uomo.
Ma é vero anche che in quanto prodotto dell’uomo, deve essere venduto e prima ancora apprezzato e prima ancora deve essere un’oggetto desiderabile perché non indispensabile.
Detto questo, voglio ora spostare l’attenzione verso uno di questi aspetti:: l’etichetta. A cosa serve l’etichetta appiccicata sulla bottiglia se non per comunicarci informazioni indispensabili sul prodotto? Se così fosse basterebbbero dei semplicissimi foglietti bianchi normalmente scritti in un semplicissimo ed anonimo carattere!
A cosa serve un grafico?
Un’amica carissima che oltretutto é una vera professionista nel campo della grafica, un giorno mi ha raccontato un’episodio che potrei definire divertente:: di fronte ad un potenziale cliente che, pur essendo un bravissimo produttore aveva un’immagine orribile o meglio dequalificante, si é sentita trattare con una totale superficialità e quando le é stato detto::-…senti, già che hai il computer…-:: le sono cadute le braccia e prima ancora di sentire altro era già in macchina diretta verso casa!!!
Tutto questo mi fa capire come ancora ci sia bisogno di far comprendere a questi personaggi che purtroppo nel mondo di oggi bisogna ricordarsi del vestito, che non basta la sostanza purtroppo.
E’ vero, oggigiorno non c’é più bisogno di un nuovo vino, ma c’é bisogno di un vino buono…aggiungerei anche::con un bel vestito affinché una volta bevuto mi venga voglia di conservarlo nella mia memoria sotto tutti gli aspetti.
B*BOOP da alice e il vino

Sossò di Livio Felluga

April 5, 2006

images-1.jpgimages.jpg

4.02.2005::storie di::vini
Nel 1999 ho scoperto il vino… scoperto nel senso più ampio del termine, direi quasi che in quell’anno la mia mente si é aperta a nuovi incontri sensoriali.
Pur provenendo da una terra vinicola non ero mai stata educata ad un approccio più ampio nei confronti di questo nostro meraviglioso prodotto della terra e dell’uomo.
La folgorazione é arrivata una sera grazie ad un nostro comune amico grande appassionato e buon conoscitore di aziende del nostro territorio.
Ci portò in omaggio alcune bottiglie tra cui una bottiglia di Sossò di Livio Felluga che decidemmo di aprire.
Non appena avvicinai il naso al calice mi accorsi di quali meravigliose sensazioni possono essere percepite dall’olfatto, uno dei nostri 5 sensi che solitamente viene sottovalutato.
I sentori di spezie, di frutti di bosco, di ciliegie vennero percepiti in modo netto, si trattava solo di fermarli nella mente. Avvicinando la bocca al calice ritrovai quella sensazione di calore avvolgente che si trasformò in una morbidezza piacevolissima e ritrovai quei profumi che mi erano piaciuti tanto.
In un certo senso potrei affermare di essere stata folgorata da questo splendido vino che porta un nome così curioso ed indimenticabile.
Grazie a Livio Felluga, grande maestro dell’enologia friulana.
E::PI da alice e il vino

vinitaly

April 4, 2006

dal 6 al 10 aprile 2006 si svolgerà la 40esima edizione della fiera internazionale del vino a Verona

images-2.jpg